“Dio andrebbe in moto? Sì, perché ci vai tu!”

 

CHI SIAMO

Siamo un gruppo di appassionati motociclisti e, anche se non possiamo definirci bikers nel senso pieno del termine, con loro condividiamo e sentiamo dentro di noi questa forza che ci spinge ad incontrare chi, come noi, ha dentro di sé la voglia di libertà, la voglia di vivere la vita assaporando anche quello che la strada e la gente che la frequenta possono dare.

A suon di metafore, potremmo dire che la moto è libertà, è velocità, è  potenza. E poi, moto come fantasia del vivere, come creatività dell’esserci, come autenticità del muoversi, a se stessi presenti, ma nello stesso tempo aperti all’avventura dei metri e metri percorsi.

La memoria dei bikers celebra padre William Shergold, fondatore del Club 59, come il primo che aprì il suolo sacro ai motociclisti. Divenne così il famoso padre Billy, anticonformista sacerdote inglese, che obbedì alla sua vocazione originale e originaria di “annunciare ai Rocker il Vangelo, la Buona Novella”.

E chi l’avrebbe mai detto che il pensiero di Dio si rivolgesse anche a loro? Perché bisognava correre su due ruote e far scivolare sull’asfalto l’annuncio, piuttosto che stare comodi al sicuro dentro le quattro mura di una sacrestia?

Dice Pirsig: “In moto si passa il tempo a percepire le cose e a meditarci sopra, senza nulla che ti incalzi, senza l’impressione di perdere tempo”.

Così quando si prega, si percepiscono le cose, si medita su ciascuna di esse. Nulla incalza, il tempo si arresta.  Anche quando si impazza per le vie, si percepiscono le cose, si medita su ciascuna di esse. Nulla incalza, il tempo si arresta.

Padre Billy e i suoi biker lo capirono e  avvenne che, fermo il tempo e in corsa lo spazio, la percezione delle cose, la meditazione di esse, si illuminassero di un senso altro, del senso dell’Altro. Accadde di percepire pienamente presente, qui e ora, la presenza del divino nell’umano e dell’umano nel Divino. Poesia del vivere, creatività dell’esserci, protagonismo di due – l’uomo e l’Altro – da sempre complici e mai estranei.

Dio andrebbe in moto? Sì, perché ci vai tu!

E a cavalcioni sulle due ruote dove ti condurrebbe? Alla scoperta del mistero della vita che Lui nasconde, con fare intelligente e giocoso, in ogni sfumatura del creato, nella presenza del tuo compagno di viaggio, ma soprattutto nel tuo desiderio di Alterità….e nello stesso viaggiare.

E mentre guidi cosa direbbe? Tra silenzio e parola sussurrerebbe il senso del tuo viaggio e del suo con te. Poi si arriva, e alla fine del viaggio il mistero si fa παραδειγμα, ovvero Paradiso di un Amore Infinito.

La volontà, dice don Angelo Mannina, è quella di, ispirandosi alle esperienze fatte da don Billy, costruire nuovi percorsi aggregativi e spirituali con scopi e risvolti socio-culturali che non siano esclusivi di poche persone – le solite! – ma che includano tutti. Un modo nuovo di stare insieme, percorrendo da pellegrini i sentieri siciliani e non solo.

Il primo percorso, che consterà di tre tappe, sarà il battesimo per quanti sulle due ruote vogliono entrare a far parte di questa iniziativa avventurosa.

Per chiarirci le idee, la prima tappa ha la pretesa di raggiungere Santiago di Compostela, la seconda porterà fino a Canterbury a partire dalla capitale italiana, la terza, in ultimo, a Gerusalemme. Queste tappe rappresentano le tre mete fondamentali per tutti i pellegrini cristiani. Un modo tutto nuovo per stare insieme e in comunione con Dio.

L’avventura comincerà da casa nostra, e la intraprenderemo perché amiamo la moto, amiamo Dio e amiamo le strade siciliane. Lo faremo di domenica in domenica, riscoprendo tesori architettonici dimenticati, rovinati. Inoltre, lo scopo dell’iniziativa non è soltanto riscoprire le bellezze trascurate del nostro territorio, ma anche farsi portavoce di un messaggio forte: attraverso la riqualificazione del bene riportare il culto cristiano nei luoghi cui appartiene e contribuire a contrastare pratiche contrarie alla fede, che ultimamente si stanno diffondendo sempre di più.

Lo faremo per stare nel mondo come sappiamo, portandoci Dio come capo biker. Lo faremo perché impareremo il senso del nostro viaggio viaggiando.

Casco in testa e zaino in spalla, siamo pronti!